Torino, città di nebbie e di luci, di piazze eleganti e caffè storici, fu il palcoscenico inatteso di un incontro destinato a cambiare due vite. Lina, giovane donna di origini campane, portava con sé il calore del Sud e la forza di chi ha imparato a sorridere anche nelle difficoltà.
Aveva lasciato la sua terra per inseguire il lavoro, ma dentro di sé custodiva ancora il profumo del mare e il ritmo delle feste di paese.
Sebastiano, invece, arrivava dal Salento, terra di vento e di taranta. Aveva nel cuore la passione di chi non dimentica mai le proprie radici. A Torino cercava nuove opportunità, ma non immaginava che proprio lì avrebbe trovato qualcosa di più prezioso di qualsiasi carriera: un amore capace di intrecciare due mondi.
Fu Luigi Tondi, amico comune e compagno di serate universitarie, a tessere il filo invisibile che li avrebbe uniti. Una cena improvvisata, un tavolo lungo in un appartamento studentesco, e tra le voci e le risate, gli sguardi di Lina e Sebastiano si incrociarono per la prima volta.
Non fu un colpo di fulmine rumoroso, ma piuttosto un riconoscersi silenzioso: come se due anime, provenienti da terre diverse, avessero atteso proprio quell’istante per ritrovarsi.
Torino, con le sue strade ordinate e il suo cielo spesso velato, divenne così il luogo della nascita di una storia. Una storia che avrebbe portato Lina e Sebastiano a scoprire che le radici non sono catene, ma ali: e che l’amore, quando arriva, sa unire il Vesuvio e il Salento in un unico battito.